Enzo Brogi: si, a una legge nazionale per la musica

Enzo Brogi, firmatario della prima proposta di legge regionale sulla musica popolare contemporanea, aderisce  all’appello per una legge nazionale lanciato a Roma in occasione del convegno “STATI GENERALI DELLA  MUSICA ITALIANA” promosso da “Tavolo della musica” e “Forum dello Spettacolo”:

 

“Prima di tutto vorrei complimentarmi per questa iniziativa che state mettendo in campo con tanto entusiasmo e che mi trova, come forse saprete… tutto dalla vostra parte!

 

Nella mia passata esperienza di Sindaco di un comune toscano (Cavriglia), ho sempre cercato di mettere al centro della crescita e dello sviluppo di una comunità gli aspetti culturali ed artistici in genere, dove la musica, ovviamente, ha svolto un  ruolo di assoluto primo piano. Ne ho sempre riconosciuto, oltre l’indiscusso valore artistico, la grande capacità di coinvolgimento e le enormi potenzialità nel favorire importanti legami, esperienze di aggregazione, socializzazione che possono contribuire a creare un buon tessuto sociale.

Certo, ho potuto apprezzarne le grandi potenzialità ma anche, conoscere da vicino le difficili condizioni in cui si muove il creativo mondo della musica a causa di una non più accettabile assenza normativa che ne riconosca e ne tuteli dignità e valore.

 

Per questo, non appena ho iniziato a svolgere il mio attuale mandato di Consigliere Regionale in Toscana, ho deciso di impegnarmi subito su questo fronte, raccogliendo le idee, le istanze, le proposte di tanti giovani musicisti, operatori, tecnici, associazioni, organizzatori di eventi musicali.

 

E’ nata così la prima proposta di legge regionale che intende affermare il valore culturale della musica popolare contemporanea, superare gli steccati ideologici che le hanno relegato il ruolo di “musica extracolta” e definire, per gli aspetti che naturalmente possono rientrare nell’ambito delle competenze regionali, una serie mirata di interventi per promuoverla, valorizzarla, diffonderla. Un impegno irrinunciabile per la Toscana, regione dei tanti festival, delle etichette e dei produttori indipendenti, del jazz e del rock, delle contaminazioni, dei talenti e della creatività.

 

Il progetto di legge, di cui mi sono reso promotore, è stato sottoscritto da un numeroso gruppo di consiglieri appartenenti a tutte le forze politiche toscane ma, soprattutto, ha potuto contare sul contributo decisivo di molti musicisti della nostra regione come Piero Pelù, Stefano Bollani, Jovanotti (è proprio di questi giorni un suo ulteriore appello in favore  della legge), Bandabardò, Negrita, Dolcenera e tanti, tanti altri. Proprio in questi giorni la proposta ha cominciato il suo iter istituzionale nella Commissione Cultura del Consiglio Regionale, dove prenderanno avvio una serie di consultazioni con tutti soggetti che ruotano intorno a questa realtà.

 

Abbiamo anche aperto un sito internet, www.unaleggeperlamusica.it (che vi invito a visitare) e dove, oltre a segnalare i contenuti della proposta, le iniziative e contributi di tutti coloro che stanno collaborando, si è aperta una raccolta di adesione di tutti i cittadini che intendono esprimere il loro assenso e il loro sostegno al nostro progetto.

 

Il mio augurio, naturalmente è che questo lavoro che stiamo portando avanti con tanta convinzione possa essere da esempio a tante altre regioni (e credo che alcune realtà siano già in fermento) che, insieme, potrebbero mobilitarsi affinché si intervenga al più presto con un provvedimento nazionale in grado di spazzare via gli anacronismi della legge ‘800/67.

 

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