
Promozione, valorizzazione e diffusione della musica popolare
contemporanea toscana
R E L A Z I O N E
La mia musica è l'espressione spirituale di quello
che sono:
la mia fede, il mio sapere, la mia essenza.
Credo che la mia musica possa rendere il mondo migliore e,
se ne sono capace, voglio contribuire a farlo.
Mi piacerebbe mostrare alla gente il divino
usando un linguaggio musicale che trascende le parole.
Voglio parlare all'anima delle persone.
John Coltrane
L'obolo assegnato agli arconti (Costituzione d'Atene)
prevedeva le spese di mantenimento di un flautista.
La musica era indispensabile per governare.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè (Adelphi,
p. 99)
Negli ultimi anni il mondo, soprattutto quello giovanile,
ha assistito ad un fenomeno irresistibile e inarrestabile:
l’esplosione, a livello quantitativo ma anche qualitativo,
di una grande varietà di musiche, caratterizzate dall’avere
le proprie radici in musiche e tradizioni locali ma anche
dall’essere capaci di trasformare ed elevare tali musiche
tradizionali a linguaggio musicale universale. I generi sono
i più vari: rock, folk, jazz, pop, world (o etnica),
hip-hop, reggae, funky, metal…Tali generi musicali,
più altri che si omette di elencare per non appesantire
la relazione, sono ormai comunemente raggruppati sotto l’espressione
musica popolare contemporanea, dove “popolare”
è l’adattamento del termine inglese pop (che
a sua volta è la versione contratta di popular ) e
“contemporanea” serve ad evitare che popolare
possa far identificare tout court questa musica con la musica
folcloristica o folk.
Come meglio precisa la pdl, all’articolo 1,
per musica popolare contemporanea si intende ogni forma di
espressione musicale diversa dalla musica lirica, sinfonica
o colta.
La distinzione dalla musica lirica, sinfonica o colta –
i termini vengono usati tanto nella letteratura che nei provvedimenti
che disciplinano il settore – è utile per richiamare
l’attenzione sul grande paradosso che in qualche modo
è all’origine di questa proposta di legge: la
gran parte delle “attenzioni”, giuridiche e soprattutto
finanziarie, disposte dalla legislazione statale e, anche
se in misura minore, regionale, negli ultimi decenni è
stata riservata, in maniera inversamente proporzionale al
grado di diffusione e di coinvolgimento delle persone, alla
musica lirica, sinfonica o colta (è noto che decine
di teatri e di istituzioni concertistiche, fortemente deficitarie,
che hanno un bacino di utenza elitario, per censo o per interesse
a quel tipo di musica, vengono finanziate con risorse che
in qualche modo provengono da tutti i contribuenti).
Il ragionamento, neppure tanto sotteso, che ha fondato tale
politica legislativa è che la musica lirica, sinfonica
o colta è vera musica, mentre tutto il resto è,
nel migliore dei casi, “intrattenimento”, nel
peggiore “merce”, regolata esclusivamente con
le leggi del mercato. Sempre a proposito di “cultura”,
un paradosso collegato ha penalizzato non solo la musica pop,
ma anche quella lirica, sinfonica colta: ci riferiamo alla
tassazione differenziata cui sono sottoposti i supporti, per
una biografia di Mozart ha l’Iva al 4%, mentre il disco
col Requiem di Mozart viene ad avere l’Iva al 20%.
Ora la musica pop, ma che d’ora in
poi vogliamo più correttamente chiamare musica popolare
contemporanea, ha dimostrato non solo di essere in
grado di produrre opere di livello artistico e culturale elevatissimo
(non a caso per certi brani o opere si usa, come
per il cinema o il teatro o la musica lirica o sinfonica,
l’espressione “ormai un classico del pop”),
riprese anche da celebrate orchestre sinfoniche, ma
anche di essere protagonista di battaglie o iniziative per
la pace, la solidarietà, la tolleranza, di enorme risonanza
mediatica ma soprattutto umana, riuscendo a com/muovere
milioni di persone in tutto il mondo, grazie anche ad una
credibilità e ad una autorevolezza che in qualche caso
hanno dovuto sostituirsi a politiche, governi e istituzioni
dimostratisi prodighi di impegni e promesse ma lenti o del
tutto assenti sul piano dei fatti.
Tutto questo è accaduto anche in Toscana:
dove la musica popolare contemporanea ha trovato un terreno
più che fertile, dove sono cresciuti artisti e rassegne
di rilievo anche internazionale , dove gli artisti sono spesso
chiamati dalle istituzioni (a cominciare dalla Regione) a
“sostenere”, con la loro indiscussa capacità
di comunicare e di scuotere le coscienze, importanti battaglie
civili e culturali, dove migliaia di giovani, per dirla parafrasando
un efficace slogan di una scuola di musica (jazz) “suonano
dove possono, ma suonano”: non pochi di essi sono dotati
artisticamente, tutti vorrebbero ascoltare la musica popolare
contemporanea, anche toscana, nei luoghi giusti e ai prezzi
giusti.
Questa proposta di legge vuole dunque innanzitutto
riconoscere il valore artistico, culturale e socio-economico
della musica popolare contemporanea, in particolare di quella
toscana (traducendo in un atto più concreto
alcune fondamentali asserzioni statutarie ); vuole
poi far seguire a questo atto dovuto e non più
prorogabile, un’azione ragionata e programmata
per promuovere e valorizzare la musica popolare contemporanea
toscana, uscendo però dalla vecchia logica del “sostegno”
e dei “contributi” finalizzati alla sopravvivenza,
per agire invece in un’ottica di “compartecipazione”
e di “promozione” nel senso più pieno del
termine (la Regione si attiva per coinvolgere altri soggetti).
Essa non nasce dal nulla, ma raccoglie indicazioni e suggerimenti
pervenuti dai soggetti più rappresentativi che operano
nel campo della musica popolare contemporanea toscana , che,
a fronte di un quadro legislativo nazionale ormai anacronistico
e riduttivo, chiedono alla Regione di proporsi ancora una
volta come modello, a livello nazionale e locale, di una legislazione
e azione moderna e lungimirante nei confronti di una musica
che, pur nella sua ricchezza artistica e culturale, ha però
bisogno di una partnership – partnership, non elemosina
- pubblica.
Prima di indicare gli altri elementi essenziali dell’articolato,
è opportuno motivare il perché del ricorso
ad una proposta di legge, anziché ad un qualche
altro atto di minor valore nella gerarchia delle fonti o,
operazione ancora più facile e rapida, alla modifica
di una o più delle pur buone leggi di cui la Toscana
già dispone.
La risposta è che una legge regionale è
la sede più idonea a restituire alla musica popolare
contemporanea, e in particolare a quella toscana, lo status
artistico, culturale, sociale ed economico che le appartiene,
e poi perché, pur nella grande rilevanza di soggetti
attivi e passivi coinvolti, e dei canali e mezzi sui quali
la musica “viaggia”, si tratta di un campo troppo
specifico e particolare, su cui l’interevento deve in
qualche modo ri-cominciare, con impostazioni culturali e strategie
di azione nuove.
Negli articoli più importanti della proposta di legge,
oltre alla enunciazione dei princìpi e delle finalità,
vengono disegnati un sistema di interventi
- che vanno dal Piano della musica popolare contemporanea
toscana (art. 9) ai progetti di iniziativa
regionale e locale (artt. 11 e 12), un arco
di soggetti chiamati a rendersi protagonisti di questa
nuova stagione della musica popolare contemporanea toscana
– Regione, Province, Comuni, la Commissione
per la musica popolare contemporanea toscana, istituzioni
e soggetti pubblici e privati (articoli 4, 5, 6, 7 e 8) ed
un complesso di strumenti, giuridici e operativi,
che tendono ad assicurare la concentrazione dell’intervento
sulle emergenze/esigenze più importanti, una partecipazione
reale e diretta dei vari protagonisti alle decisioni, una
agilità di azione che consenta di far produrre anche
in tempi brevi alla legge alcuni suoi effetti.
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“pop: agg. Ingl., in it. agg. e sm.Abbr.
di popular ‘popolare’, usata a partire dagli anni
Cinquanta per designare quelle tendenze (pop art, pop music)
che adottano elementi estetici o simbolici studiati in modo
da attirare un pubblico di massa” (Devoto-Oli, Il dizionario
della lingua italiana, Le Monnier, 1995)
Ricordiamo tra le altre, anche perché effettivamente
sostenute dalla Regione, Musica dei Popoli, Music Pool/Arci,
Pistoia Blues, Grey Cat Festival, Siena Jazz;
“ La Regione opera al fine di realizzare il pieno sviluppo
della persona e dei principi di libertà, giustizia,
uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità
personale e dei diritti umani” (art. 3, comma 2, Statuto)
“1. La Regione persegue, tra le finalità
prioritarie:
…
b) la promozione dei diritti al pluralismo dell’informazione
e della comunicazione, dell’accesso alla cultura come
bisogno individuale e valore collettivo;
n) la promozione dello sviluppo economico e di un contesto
favorevole alla competitività delle imprese, basato
sull’innovazione, la ricerca e la formazione, nel rispetto
dei principi di coesione sociale e di sostenibilità
dell’ambiente;
o) la valorizzazione della libertà di iniziativa economica
pubblica e privata, del ruolo e della responsabilità
sociale delle imprese;
….
r) la promozione dei valori della pace, della solidarietà,
del dialogo tra popoli, culture e religioni;
s) il rifiuto di ogni forma di xenofobia e di discriminazione
legata all’etnia, all’orientamento sessuale e
a ogni altro aspetto della condizione umana e sociale;
t) l’accoglienza solidale delle persone immigrate, secondo
i principi del pluralismo delle culture, del reciproco rispetto
e dell’integrazione sociale;” (dall’articolo
4, comma 1, Statuto)
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